USA arrivano le pistole stampabili da casa

31/07/2018
E’ il caso di aggiungere un particolare: non stiamo parlando di pistole giocattolo, ma armi, armi vere, armi da fuoco, pistole in grado di ferire, o peggio uccidere.
Mintua - USA arrivano le pistole stampabili da casa

31/07/2018

Da piccoli eravate soliti giocare con armi giocattolo?

Qualcuno magari ricorderà i caldi pomeriggi d’estate passati a schizzarsi con le pistole ad acqua... Per i più audaci poi, c’erano le pistole a piombini, non so se vi siete mai trovati dall’altra parte del grilletto, ma non era affatto piacevole beccarsi un piombino...

 

Be’ se non siete seduti, vi consigliamo di farlo, arrivano dalla solita bizzarra terra dei cowboy pistole in plastica da stampare comodamente da casa con la propria stampante 3D.

Nessuno è ancora sobbalzato? E’ il caso di aggiungere un particolare: non stiamo parlando di pistole giocattolo, ma armi, armi vere, armi da fuoco, pistole in grado di ferire, o peggio uccidere.

Dall’altra parte dell’oceano da sempre si dibatte sull’uso delle armi, la possibilità di possedere un’arma da fuoco è sancita dal secondo emendamento della costituzione americana, antico retaggio dei tempi delle occupazioni degli imperi britannico e spagnolo. Ora, c’è da dire che nessun britannico o spagnolo si sogna di occupare gli Stati Uniti, ma vuoi per un motivo o per l’altro gli yankee ancora dormono con il fucile sotto il cuscino.

 By Vvzvlad (Flickr: Liberator.3d.gun.vv.02) [CC BY-SA 3.0  (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

Poi un giorno il signor Cody Wilson, capo di Defense Distribueted, organizzazione no profit del Texas, ha deciso di distribuire online gli schemi per stampare pistole con una Stampante 3D, di quelle che ognuno di noi può procurarsi e posizionare sulla propria scrivania. 

Ovviamente hanno cercato di fermarlo e ci sono anche riusciti, adducendo che fornire schemi come quelli significa violare leggi sull’esportazione  e diffusione di tecnologie militari sensibili anche a stati che non hanno accordi commerciali con gli Usa. Il signor Wilson ha contrattaccato dicendo che così facendo si limitava la sua libertà di espressione, dopo tutto lui diffonde schemi, non armi...

Indovinate un po’, Wilson ha vinto, e dal 1 agosto i suoi schemi saranno fruibili online

 Cody Wilson lavora alla prima pistola completamente stampata in 3D, The Liberator, nella sua casa di Austin, venerdì 10 maggio 2013. (AP Photo / Austin American Statesman, Jay Janner)

Molti altri dipartimenti si stanno attivando per limitare il download o impedirlo addirittura. La preoccupazione è forte in quanto si parla di armi non registrate che anche minorenni potrebbero procurarsi, oltretutto senza controlli di background della polizia, senza numero di serie, e che, essendo per la maggior parte in plastica, possono facilmente sfuggire ai controlli.

21 procuratori generali di altrettanti stati federati hanno scritto al Segretario di Stato Mike Pompeo perché intervenga sulla questione. Il caso è aperto.

Non per enfatizzare il tema ma sicuramente avrete sentito della strage alla Marjory Stoneman High School della Florida dove diciassette persone persero la vita e molte altre furono portate in ospedale lo scorso 18 febbraio.
Ebbene l’arma utilizzata era un AR-15 fucile semi automatico di quelli fruibili tra gli schemi online del signor Wilson.

Ecco una porzione di un progetto scaricabile e che una stampante 3D può utilizzare per costruire una pistola.

Lo schema di quell’arma è stato scaricato 2500 volte prima che fosse bloccato; la Liberator, altra arma il cui schema era stato reso dispobibile nel 2013 soltanto per due giorni fu scaricata ben 100 mila volte...

Quello che ci chiediamo è...che cosa dobbiamo aspettarci?

Aggiornamento - 01/08/2018 

In queste ore, il giudice federale Robert Lasnik, di Seattle, ha emesso l'ordine temporaneo di divieto di pubblicazione degli schemi con la motivazione: «Esiste la possibilità di avere  danni irreparabili causati dal modo in cui vengono realizzate queste pistole»

Tuttavia i Democratici hanno chiesto a Trump di ribaltare la decisione ma al momento non si è ancora espresso, prossima udienza il 10 agosto.

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