San Francisco, la Silicon Valley investe sulla telepatia

06/02/2019
San Francisco, nella valle dell’impossibile c’è di nuovo fermento dopo le dichiamazioni di Mary Lou Jepsen.
Mintua - San Francisco, la Silicon Valley investe sulla telepatia

La Telepatia a San Fancisco?

Il dono della "Luccicanza" o meglio, dello "Shining" finora l'abbiamo potuto apprezzare solo nei film di Hollywood.

Oggi vi parliamo di ciò che sta avvenendo a San Francisco. Nella Silicon Valley c’è di nuovo fermento, dopo i droni, lo smart watchgli occhiali a realtà aumentatamacchine volanti, e immortalità...

...ora la gara nella Silicon Valley è aperta per la... Telepatia.

Dopo che Mary Lou Jepsen ha annunciato che sarebbe riuscita a mettere in commercio un cappello telepatico, la Silicon Valley si è riempita di entusiasmo.
La Big Bay Area non è insolita ad annunci strampalati e visionari ma questa volta ad esporsi è proprio lei, la donna che ha provato più volte a Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckerberg e Michael Dell che la parola IMPOSSIBILE non esiste.

Ogni volta che hanno dubitato delle sue capacità si sono sempre dovuti ricredere, ad esempio quando presentò l’idea dei video ologrammi a una conferenza della Brown University gli scettici la accusarono di essere ingenua e visionaria. Sappiamo com’è finita, ora un proiettore olografico si può oggi acquistare a poche centinaia di dollari.

L’altra idea è stata la One Laptop for Child: una startup che promuove un computer a meno di 100 dollari a bassissimo consumo energetico per i bambini delle periferie meno abbienti che non hanno accesso all’elettricità. In due mesi la startup superò un miliardo di dollari di finaziamenti dopo essere stata presentata da Kofi Annan che se ne innamorò. Ora è il portatile più diffuso al mondo tra le popolazioni povere.

Senza contare collaborazioni di successo per la risonanza magnetica, l’olografia, la VR, gli schermi oled. È quindi comprensibile perché il suo ultimo annuncio sia stato preso sul serio! Cioè ridurre una macchina per la risonanza magnetica, fino a poterla indossare come un cappello. In questo modo si potrà prevedere il suo pensiero, quali parole pronuncerà o quali immagini gli vengono in mente o quale brano musicale stia pensando. E questo è l’input del cervello.

Lo scopo del dispositivo è leggere l’output, cioè, quello che proviene da un altro cervello, poter comunicare con gli individui che sono intorno a noi solo con il pensiero, con la “telepatia”. I benefici della telepatia potrebbero spingere l’umanità a uno scatto in avanti sull’evoluzione, cambiando il modo in cui pensiamo e interagiamo.

Questo annuncio ha destato l’interesse di molti, società come Neuralink (di Elon Musk), Facebook, Braintree (di Bryan Johnson), Emotiv, Darpa, Qualcomm (dell’italiano Andrew Viterbi) si sono mossi per sviluppare progetti e dispositivi che utilizzano l’elettroencefalografia.

I presupposti ci sono, le promesse anche, ora la gara è aperta. 

 

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