Sale marino da cucina? Contiene microplastiche.

20/10/2018
Studi dimostrano come l’inquinamento causato dalla plastica nei nostri mari si ripercuote sulla nostra vita quotidiana.
Mintua - Sale marino da cucina? Contiene microplastiche.

Nuovi dati sconvolgenti dimostrano come l’inquinamento causato dalla plastica nei nostri mari si ripercuote sulla nostra vita quotidiana

Greenpeace ha recentemente dimostrato, attraverso uno studio realizzato in collaborazione con l’Università sudcoreana di Incheon, che nel sale marino comunemente usato in cucina siano presenti frammenti di microplastiche minori di 5 millimetri.

La ricerca si è svolta analizzando 39 campioni di sale da cucina di diverse nazioni, tra cui anche l’Italia, ed è emerso che in 36 di questi sono presenti particelle di microplastica.

  

Tra i vari paesi il dato più allarmante riguarda quelli asiatici che presentano la maggior percentuale di contaminazione.

Polietilene, Polipropilene e Polietilene Tereftalato (utilizzato nella produzione di imballaggi usa e getta, -> ne abbiamo parlato QUI!) sono alcune delle sostanze nocive emerse nell’esame fatto su campioni di sale marino, di miniera e di lago e i cui risultati sono stati poi pubblicati sulla rivista Enviromental Science & Technology.

Come ricordato da Giuseppe Ungherese, portavoce della Campagna Inquinamento italiana di Greenpeace, già altri studi avevano dimostrato come la microplastica sia presente nella nostra tavola all’interno di pesci, frutti di mare e acqua del rubinetto.

E’ innegabile ormai l’urgenza con la quale bisogna combattere l’inquinamento, continua Ungherese, sollecitando la collaborazione delle aziende che devono drasticamente ridurre l’uso di plastica usa e getta nel packaging dei loro prodotti, al fine di limitare la contaminazione a cui siamo quotidianamente sottoposti.

Qualche azienda ha intuito l'emergenza data dagli sprechi della plastica usa e getta:

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I dati numerici parlano di una presenza di microplastiche calcolabile tra le 0 e le 1.674 per chilo nel sale marino, mentre nei laghi salati si parla di una presenza che varia tra 28 a 462 e nelle miniere tra 0 e 148.

Questa prima ricerca in questo ambito ha dunque evidenziato come un inquinamento che agli occhi della popolazione potrebbe sembrare così lontano, vada a ricadere sulla quotidianità e sulla nostra salute.

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