I danni ambientali della neve artificiale

16/01/2019
Beh i danni non sono affatto pochi, infatti, oltre a costare molto, la neve artificiale danneggia anche l'ambiente.
Mintua - I danni ambientali della neve artificiale


La creazione di neve artificiale avviene attraverso l’uso di enormi quantità di energia ed acqua e si sta rapidamente diffondendo in quasi tutte le località sciistiche. 

Quando l’inverno non porta la neve tanto attesa, l’uomo è ormai in grado di riprodurla artificialmente per non deludere tutti gli appassionati di sport invernali e gli albergatori. 

Infatti in particolari condizioni metereologiche i cosiddetti cannoni sparaneve riescono a trasformare l’acqua in neve artificiale così da ricoprire l’intera area delle piste da sci. 

 

Ma si tratta di una pratica sana oppure presenta svariati costi ambientali? 

Nonostante sia vantaggiosa sia a livello turistico sia a livello di intrattenimento, la neve artificiale comporta anche numerosi svantaggi per l’ambiente.

Non solo rappresenta un grande spreco di energia ed acqua ma il prodotto che esce dai cannoni sparaneve è dannoso poiché altera la composizione del terreno, della flora e può compromettere la biodiversità delle zone montuose. 

 

Acqua ed energia.

Come riportato dal WWF, l’acqua annualmente trasformata in neve artificiale si aggira intorno ai 95 milioni di metri cubi per 600 gigawattora di energia, per un totale di 163mila euro per ettaro di pista. 

L’impatto sulla flora e la fauna.

Poiché la neve artificiale è composta da una percentuale maggiore di acqua liquida, tra il 15 e il 20 %, rispetto alla neve naturale, che si aggira invece tra il 7 e 10 %, risulta molto più pesante ed ha una minore capacità di isolamento termico nei confronti del suolo sottostante.
Ciò causa il congelamento del terreno sottostante e impedisce il passaggio di ossigeno implicando conseguentemente l’asfissia della vegetazione sottostante che tende a morire e putrefarsi. 

Nei luoghi in cui questi cannoni sparaneve sono stati utilizzati è stato riscontrato un ritardo e rallentamento dell’attività vegetativa che tende ad iniziare ben 25 giorni dopo rispetto la media.  Il deperimento del manto erboso rende le erosioni più frequenti e intacca l’ecologia e la biodiversità delle aree montuose. 

 

Cambiamenti climatici.

Per quanto la neve artificiale possa costituire una “toppa” alle conseguenze economiche e turistiche dei cambiamenti climatici, di certo non è una soluzione.

Il cambiamento climatico è una conseguenza dell’attività umana sulla terra e cercare di nascondere l’aumento globale delle temperature con della neve artificiale, evitando alle persone di pensare al problema, non fa che rendere la situazione più grave poiché meno visibile.

Indipendentemente da ciò, l’utilizzo di questi macchinari dovrebbe essere preceduto da analisi sull’impatto ambientale e da un’attenta regolamentazione.

 

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